Ricamo 2.0

Ho adorato a prima vista il lavoro della giovane designer belga Charlotte Lancelot per GAN (by GANDIABLASCO), marchio spagnolo con sede a Valencia, che ha già in catalogo progetti dei più noti Patricia Urquiola, Jean-Marie Massaude e Nendo.
Il suo lavoro si concentra sulla valorizzazione delle antiche tecniche artigianali del ricamo, che reinterpreta cambiandone funzione e scala. Il risultato è autentico, fresco e allo stesso tempo carico di memoria del passato.

Forse perché il ricamo mi ricorda l’infanzia, quando passavo i pomeriggi d’estate a giocare dalla zia mentre lei e le sue amiche erano perennemente all’opera con fili colorati e stoffe per produrre corredi e corredini. Non ho mai imparato a ricamare come loro, ma sicuramente mi hanno trasmesso il valore delle cose fatte a mano e saper apprezzare la bellezza delle tecniche antiche. Rivedere questi ricami su una scala diversa, ingrandita e cambiata di contesto, ha avuto per me un forte impatto emotivo facendo emergere dei ricordi, ed è proprio quello che la designer voleva ottenere.
Vuole sottolineare il valore degli oggetti fatti a mano, che acquistano maggiore valore grazie alla dose di pazienza, fatica e buona volontà che sono state impiegate per realizzarli.
Nel 2012 ha dato vita alla collezione Canevas, una serie di pouf, cuscini e tappeti dove riprende la tradizione del punto croce dandogli nuova luce.
Ritorna con SILAÏ , un progetto altrettanto interessante presentato al Salone del Mobile 2015. Per questa nuova collezione ha ripreso la tecnica del piccolo punto che si realizza servendosi di una rete effettuando un solo punto in diagonale, in pratica un mezzo punto e croce. Il termine SILAÏ è tratto dalla lingua hindi e significa punto.
Per la realizzazione di questi prodotti è necessario l’impiego di una rete in plastica su cui andare a intessere una trama con il filo. I disegni e i colori sono ripresi dalle pavimentazioni del passato, ma sono attualissimi.
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